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Un sito web che funziona

Sono almeno due i modi per aumentare le conversioni di un sito web.

Il primo consiste nell’aumentare le visite (tenendo fermo il tasso di conversione, all’aumentare delle visite statisticamente dovrebbero infatti aumentare anche le conversioni).

Il secondo consiste invece nel migliorare il tasso di conversione, tenendo costante il numero delle visite.

Va da sé, che per creare un sito web che converte è necessario lavorare su entrambi i fronti, tanto sulle visite quanto sul tasso di conversione, quindi sulla user experience dell’utente che atterra in una pagina del sito web.

Ecco come creare un sito web che converte tenendo conto di entrambi i fattori:

1. Aprire le porte del sito!

Per fare un sito web che ti porti a risultati concreti, è necessario in primo luogo portare una massa critica di visitatori al sito.

Come? Ottimizzando il sito web per i motori di ricerca e attraverso campagne di promozione online Pay Per Click e di remarketing che indirizzino al sito.

È importante poi usare tutti i canali di comunicazione a disposizione:
– newsletter;
– social network;
– indirizzo in calce alle e-mail aziendali;
– indirizzo nei supporti di comunicazione offline.

2. Migliora il caricamento delle pagine

Oltre a lavorare sull’aumento delle visite, è fondamentale migliorare la user experience dell’utente nel sito a partire dal suo caricamento, che deve essere il più veloce possibile.

Per un visitatore, aspettare qualche secondo in più per consultare una pagina è già un buon motivo per abbandonarlo, rivolgendosi altrove.

3. Chiarire immediatamente il proprio core business

Che abbia solo pochi minuti o addirittura ore a disposizione, il visitatore vuole capire subito dove si trova e trovare subito ciò che cerca. Per questo è molto importante creare un logo e una home page in grado di chiarire immediatamente il core business e l’identità del sito web.

4. Bello e usabile

Per creare un sito web che converte, l’estetica deve sempre essere messa a servizio dell’usabilità. Un sito web non deve essere solamente gradevole ma anche facile da navigare, i contenuti devono essere facili da trovare e le informazioni facili da leggere.

È d’obbligo un menù intuitivo, studiato in base ai comportamenti dell’utente medio, inserire uno spazio di ricerca e rivolgersi a un copywriter professionista per la stesura dei testi secondo le regole di formattazione della lettura veloce e del persuasive copywriting.

È importante usare font semplici e ricordare che a volte un’immagine vale più di mille parole. Parla anche attraverso foto, che devono essere professionali, immagini e video brevi.

5. Chiedere di agire!

La call-to-action (letteralmente “chiamata all’azione”) è l’insieme di testi e immagini, di solito un bottone, che espressamente chiede all’utente di compiere l’azione. Il testo della call-to-action deve essere breve, diretto e persuasivo, in pochi istanti deve cioè convincere l’utente a compiere l’azione (“clicca qui, chiama ora, contattaci subito, acquista oggi” sono dei tipici esempi di call-to-action).

Anche i colori del bottone giocano un ruolo determinante. I colori migliori per una call-to-action sono:

  • l’arancione
  • il giallo
  • il verde

6. Troppe informazioni, poche informazioni…

Troppe informazioni equivale a dare all’utente poche informazioni e comunque a renderlo confuso e indeciso sull’azione da intraprendere. Meglio ridurre le call-to-action a poche e chiare azioni tra cui l’utente può scegliere nella massima tranquillità.

Un utile esercizio è poi quello di specificare in modo sintetico i vantaggi che l’utente ricava dal compimento dell’azione (acquista oggi, risparmia subito – iscriviti alla newsletter, sarai il primo a saperlo, eccetera).

7. Analizzare i risultati

Per creare un sito web che raggiunga l’obiettivo prefissato monitora costantemente i comportamenti dei visitatori e l’andamento delle conversioni, procedi per tentativi ed errori, aggiusta in corso d’opera il sito in base alle evidenze statistiche.

Prendi in considerazione molto seriamente di realizzare A/B test (anche detto split test) per individuare quale versione di una pagina, di un bottone o di un testo ottiene le performance migliori.

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